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Visualizzazione dei post con l'etichetta abitudine

Slow living: la mia esperienza

 Da quando sono finalmente terminati i lavori condominiali, croce e delizia del mio interminabile 2021, ho deciso che era il momento di cambiare la mia routine, ritrovare l'equilibrio che il frastuono e l'invasione della privacy avevano danneggiato per un anno intero. Non meno importante, anche a livello fisico stavo reagendo malissimo a questa "invasione", con sfoghi acneici sul viso mai avuti in passato e che chiaramente sono andati a peggiorare il mio disagio psico-fisico. La mia naturale propensione all'organizzazione mi ha portato a mettere sul tavolo tutti i pezzi del puzzle, avevo bisogno di vedere ogni singolo tassello della mia vita e partire da quello. In macro-aree: - ALIMENTAZIONE Tutto sommato non potevo lamentarmi, lavorando da casa selezionavo bene gli alimenti da acquistare, come cucinarli o quali evitare, questo aspetto era già consolidato nella mia routine quindi ho mantenuto le mia abitudini, senza rinunciare a qualche strappo alla regola. - LAV...

Turn on the lights

A distanza di cinque mesi,  posso dire con sollievo e gratitudine "I'm back!" Finalmente il vento é cambiato, sicuramente assecondato dal mio mood più positivo e meno fatalista. Ho trovato lavoro, un lavoro inaspettato e lontano da quello che cercavo. Si sta rivelando giorno dopo giorno e ammetto che, sebbene ci siano delle giornate in cui il tempo passa con il contagocce e ti ritrovi a fissare il monitor per oltre 10 minuti chiedendoti solo cosa mangerai a pranzo, nel complesso non mi posso lamentare. Dopo un anno nella big town , inizio a guardarmi allo specchio e a riconoscermi. Questo sicuramente anche perchè ho ripreso danza  e, come una pianta che riprende vita dopo un inverno gelido, i miei ritmi sono tornati ad essere quelli di una volta: scappa qua e là, zaino in spalla, cuffie e capelli imbizzarriti. Anche la scelta delle lezioni mi ha portato a un cambio di rotta. Basta danza accademiche, basta essere rigida negli schemi ,  nei miei ca...

Un'estate da...paura

Paura . Un po' come la parola "morte", anche il termine "paura" viene generalmente connotato nella nostra cultura in modo negativo. Lo troviamo sempre accompagnato da altrettante parole spaventose, proprio a sottolineare come nell'uomo rappresenti un ostacolo, un qualcosa che può farci del male. Questa estate per me è marcata dalla paura. La paura di aver lasciato un lavoro che seppur non gratificante, mi dava un certo tipo di stabilità, faceva parte della mia routine, delle mie abitudini - detto francamente, la parola abitudine mi spaventa molto di più. E quindi la paura di aver fatto la scelta sbagliata, di non essermi accontentata, di sapere cosa lascio ma non cosa troverò. L' ignoto . L'abisso in cui dovrò tuffarmi. La paura di non essere pronta a lasciare casa mia. La casa in cui ho passato gli ultimi 17 anni. Il nido che ho curato e odiato negli ultimi 4 anni di vita da sola, senza i miei genitori. Lontani da me per lavoro. Avrei dov...