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Turn on the lights

A distanza di cinque mesi,  posso dire con sollievo e gratitudine "I'm back!" Finalmente il vento é cambiato, sicuramente assecondato dal mio mood più positivo e meno fatalista. Ho trovato lavoro, un lavoro inaspettato e lontano da quello che cercavo. Si sta rivelando giorno dopo giorno e ammetto che, sebbene ci siano delle giornate in cui il tempo passa con il contagocce e ti ritrovi a fissare il monitor per oltre 10 minuti chiedendoti solo cosa mangerai a pranzo, nel complesso non mi posso lamentare. Dopo un anno nella big town , inizio a guardarmi allo specchio e a riconoscermi. Questo sicuramente anche perchè ho ripreso danza  e, come una pianta che riprende vita dopo un inverno gelido, i miei ritmi sono tornati ad essere quelli di una volta: scappa qua e là, zaino in spalla, cuffie e capelli imbizzarriti. Anche la scelta delle lezioni mi ha portato a un cambio di rotta. Basta danza accademiche, basta essere rigida negli schemi ,  nei miei ca...

La libertà di parola

Da qualche giorno sono particolarmente pensierosa. Sicuramente influenzata dagli eventi che stanno toccando in modo più o meno violento il mondo intero, mi preoccupa come tutto ciò venga trattato e gestito dai media, dai politici che dovrebbero fare qualcosa di concreto e non solo dare condoglianze, da noi, esperti d'ignoranza. Mi chiedo cosa sia meglio fare... Ignorare? Parlare d'altro? Gridare? Protestare? A nessuno piace sentire ogni giorno di morti, attentati, paura, catastrofi, d'altro canto c'è chi, lontano dalla nostra realtà, vive questo mondo funereo da sempre. Senza commentare. Senza gridare. Nel silenzio rotto dal pianto. Bene anch'io preferisco restare in silenzio, per rispetto, perché non so cosa sta succedendo, perché il dolore merita silenzio e non frasi fatte e vuote. Bisognerebbe tutelare la libertà di silenzio più che di parola in questi giorni. Invece no, i media non fanno che spingerci a commentare, a dire la no...